Arnoldo   Battois

Arpel

 

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Una collezione importante e senza tempo che tradisce l’amore per la storia e l’architettura della Serenissima con la proposta di accessori e decori che sono capolavori di artigianato.

 

Silvano Arnoldo e Massimiliano Battois sono due stilisti veneziani che prima di lanciare il proprio marchio si sono fatti le ossa presso alcune delle più importanti firme della moda italiana, da Mila Schön a Roberta di Camerino. E’ il 2001 quando accettano la sfida di creare una collezione di accessori con l’etichetta Arnoldo][Battois e di testarla in prima persona aprendo uno spazio di vendita a Venezia. Il consenso attorno al loro lavoro cresce di anno in anno, conquistando sia la clientela nazionale che quella internazionale. Collezione dopo collezione, le loro borse entrano in prestigiosi negozi e concept stores sparsi per il mondo.

Nel 2010 arrivano finalisti al concorso internazionale organizzato da AltaRoma e Vogue Italia e lo scorso settembre hanno presentato la P/E 2011 alla Milan Fashion Week davanti ai più importanti nomi del fashion system. Gli abbiamo chiesto di parlarci del loro lavoro e di anticiparci i contenuti della nuova collezione invernale.

 

Come nascono le vostre borse?

Intanto bisogna ricordare che le nostre creazioni nascono e si sviluppano a Venezia, luogo della sedimentazione storica e della contaminazione culturale, in cui i fasti della Serenissima, i viaggi di Marco Polo e le vite di intellettuali ed artisti del passato riaffiorano ovunque. Inoltre le borse si arricchiscono attingendo alle lavorazioni dell’alta sartoria come le plissettature, nel ricordo di Vionnet e Mariano Fortuny, gli intrecci di strutture flessibili rivestite di camoscio, i soffi etti in vitello. Tutti i modelli sono concepiti come fossero abiti, architetture complesse ed autonome: è un progetto aperto, che prova a distanziarsi dai canoni attuali dell’oggetto-borsa, una libera interpretazione della selleria classica.

Quali i punti di forza?

Il leitmotiv del nostro lavoro è la costante cura del dettaglio insieme alla ricerca di soluzioni innovative: cime di navi si traducono ad esempio in morbidi intrecci di nappa per impugnature ergonomiche, tagli e cuciture si rincorrono in un fluido dinamismo, lavorazioni manuali permettono di riscoprire il gusto del prodotto artigianale italiano.

Cosa proponete per il prossimo autunno-inverno?

E’ una collezione femminile ma senza ostentazioni. Abbiamo lavorato molto sui dettagli: lucertole, granchi ed elefanti d’ottone lasciano gli antichi portoni veneziani trasformandosi di volta in volta in particolari chiusure o inusuali attacchi per i manici: sperimentali verniciature a caldo permettono loro di confondersi con la pelle come abili camaleonti.

Quali colori avete privilegiato?

Le atmosfere ricordano i colori della terra, paesaggi nordici selvaggi e aridi, le distese della tundra con i suoi muschi dalle infinite sfumature in un range cromatico che dal marrone vira al bordeaux, al tubero e al senape nei toni più scuri, con note minerali di ardesia, blu cobalto e rubino.